Dal grado soggettivo al grado statistico

Scritto da Jolly Lamberti il 07-10-2008 in Psicologia

Secondo questa definizione di difficoltà, per avere la valutazione esatta di una via dovremmo farla provare a tutti. La percentuale di riuscita sarà inversamente proporzionale alla difficoltà. Se una via riescono a farla in molti sarà facile, se una via riescono a farla in pochissimi sarà estremamente difficile.

Come sempre accade quando il sistema da esaminare è troppo complesso o troppo esteso, si utilizzano dei campioni di questa popolazione e si ricorre al metodo statistico. Tale metodo non è peraltro arbitrario e relativo in quanto porta, di solito, a conclusioni quasi certe, dove quel quasi sta a considerare dei margini di errore che diminuiscono fino ad annullarsi estendendo l’esame a tutta la popolazione. Noi vediamo, però, che spesso, anche esaminando campioni piccoli di una popolazione, si arrivi a margini di errore di pochi punti percentuali.

Immaginiamo una grande gara di boulder tipo il Superbloc di Parma o il Melloblocco. Cinquecento persone affrontano 50 problemi. Tutti li provano tutti. Un blocco è salito da 10 persone, un altro da 50, un altro è riuscito da 100. Quello salito solo da 10 persone è più difficile. Secondo questa definizione la difficoltà viene assegnata oggettivamente da questo metodo statistico. Quel masso è duro 80% (quindi molto facile) oppure 1% (difficilissimo) etc.

Inseriamo dentro anche il fattore “tempo di lavoro per fare una via” approssimandolo col numero di tentativi. Prendiamo le dieci persone che hanno fatto Action Directe, le stesse dieci persone hanno in comune la riuscita di altri 9°. Come faccio ad usare questo metodo, che considera soprattutto la “non riuscita”, se tutti e dieci hanno fatto (poniamo) le stesse dieci  vie di 9a? Semplice: pongo un limite di tentativi. Facciamo un esperimento ideale: con un massimo di 10 tentativi risulta che: 1) nessuno ha salito Action Directe (Ondra, uno dei piu veloci, ha impiegato 15 tentativi solo per imbroccare il lancio iniziale); 2) otto hanno salito Cinematix; 3) quattro hanno salito Estado critico; etc.

In nessun modo, neanche secondo questa definizione di difficoltà, qualcuno potrà arrogarsi il diritto di dire “quella via per me è 8a per te è 7b”. La nostra incapacità di fare una misurazione senza errore non nega che tale misura esista.

Il metodo statistico, a mio parere, è il miglior modo per dire se una via è più o meno dura di un’altra. I gradi spesso sono sbagliati, sia nel bouldering che nella falesia, perché vengono decisi da una persona sola, come un ginnasta che (per giunta in allenamento) decida lui stesso quanto bene ha eseguito l’esercizio.

Nel caso dei gradi massimi, spesso sono sbagliati anche perché raramente i ripetitori svalutano le vie più dure (per paura di dover rinunciare cosí alle moine del pubblico e degli sponsor).

I gradi sono sbagliati perché non si prova ad applicare il metodo statistico di elaborazione dati sperimentali basato sul rapporto tra persone che tentano e persone che riescono (neanche in maniera approssimativa, tipo considerare che se, in un ambiente relativamente chiuso come quello dei frequentatori di una data falesia, un 8a lo liberano in pochi tentativi tutti quelli che lo tentano, forse quella via potrebbe essere più facile).

I gradi sono sbagliati perché si usa, invece, in maniera impropria, un principio “umanistico” estetico basato sulla “sensazione” e sul dogma imposto dagli autori delle guide.

I gradi sono sbagliati, infine, perché si utilizza in maniera impropria il principio di comparazione tra le vie: A è 8a, B è più difficile di A quindi è 8a+. Qui sta l’errore! La nostra scala, infatti, ha troppi pochi livelli, dunque molte vie possono essere una più difficile dell’altra pur avendo lo stesso grado. Questo avviene soprattutto per le cosiddette concatenazioni. Un 8c sommato ad un altro 8c deve essere per forza più duro, quindi è 9a. Non è vero per forza. Se si usasse, invece, una scala di misurazione più granulare, potrebbe apparire che la somma delle due vie dia 8c,5. Ossia sempre un 8c, se misurato con la vecchia scala a maglia più grossa, ma un 8c duro.

Io conosco molte vie di grado 8a che possono essere messe in ordine per difficoltà dalla più facile alla più difficile, e gli errori spesso scaturiscono semplicemente dal fatto che sto misurando una cosa con un metro che ha i soli centimetri e non i decimi di centimetro.

Commenti degli utenti

Per inserire un commento devi registrarti sul sito.